domenica 19 marzo 2017

Conviviale del 17 Marzo 2017
Hotel Monterosa - Chiavari
RelatoriRoberto BIXIO - Stefano SAJ



Venerdì 17 marzo sono stati ospiti del Club Roberto Bixio e Stefano Saj, due speleologi genovesi fondatori del Centro Studi Sotterranei di Genova, associazione per la ricerca e la valorizzazione dell'ambiente ipogeo naturale e artificiale. 
Hanno all'attivo progetti esplorativi a livello nazionale (a Genova, in Liguria ed in Puglia) ed internazionale (in Cappadocia, in Cina ed in Islanda)
Durante la loro relazione hanno presentato l'attività di esplorazione e documentazione che svolgono, ormai dal 1987, nel sottosuolo di Genova dove esistono innumerevoli strutture di interesse storico e architettonico. Questa attività è finalizzata alla conoscenza del tessuto sotterraneo, alla sua valorizzazione, alla sua divulgazione e al suo riutilizzo per scopi turistici e tecnologici oltre che culturali e ambientali. Questo lavoro viene svolto in collaborazione con l'Osservatorio Civis, con il Servizio di Qualità Urbana del Comune di Genova, l'AMGA, la Soprintendenza Archeologica e la Provincia di Genova.
Gli interventi sino ad ora effettuati nelle strutture sotterranee artificiali riguardano Bogliasco, Santa Margherita, Chiavari, Libiola (Sestri Levante), Monte Ramazzo (Provincia di Genova), Cima Marta (Provincia di Imperia), oltre all'attività nelle grotte naturali della Liguria sulle quali è stato pubblicato il libro "Le nostre grotte" (Sagep). Molte altri sono i siti ipogei che meritano attente indagini e che rappresentano una potenziale fonte di turismo in quanto possibile oggetto di visite guidate.
Di particolare rilevanza l’attività esplorativa (tuttora in corso) nelle miniere preistoriche di Monte Loreto (Castiglione Chiavarese), condotte per conto della Soprintendenza Archeologica della Liguria, in collaborazione con l’Università di Nottingham.

ROBERTO BIXIO
Ispettore Onorario per l’Archeologia, MiBAC - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Cofondatore del Centro Studi Sotterranei di Genova.
Componente del Comitato Scientifico della rivista Opera Ipogea.
Componente del Direttivo della Commissione Cavità Artificiali dell’UIS - Union Internationale de Spéléologie.
Da cinquant’anni si occupa di esplorazioni sia in cavità naturali che artificiali, in Italia e all'estero. È responsabile delle missioni speleo-archeologiche in Anatolia in collaborazione con Università e Ministero della Cultura turco. È autore di 11 volumi tra cui 6 editi dal British Archaeological Reports di Oxford, e 1 dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, oltre a più di 100 pubblicazioni sull'argomento.

STEFANO SAJ
Cofondatore e Presidente del Centro Studi Sotterranei di Genova.
Componente della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana.
Direttore Responsabile della rivista Opera Ipogea – Journal of Speleology in Artificial Cavities.
Architetto, libero professionista, titolare di uno studio di progettazione architettonica specializzato nel restauro monumentale, nell’alta formazione professionale e nella lifelong learning. È estensore di diversi studi e articoli sulle cavità artificiali essendo, in particolare, esperto degli aspetti storico-urbanistici, progettuali e costruttivi delle strutture sotterranee.


sabato 4 marzo 2017

Chi, cosa, come, dove, quando… Cyber

Conviviale del 3 Marzo 2017
Hotel Monterosa - Chiavari
RelatoreIng. Giorgio MOSCA


Venerdì 3 marzo è stato nostro ospite l'Ingegner Giorgio mosca, responsabile Strategie e Tecnologie della Divisione Security & Information Systems di Leonardo.

Inizia la sua carriera nel 1991 come Responsabile ICT delle Consociate Estere in Sirti e dal 1996 è Corporate Industrial Controller per la stessa azienda.
Nel 1999 coordina l’innovazione ed il Business Development per elettrodomestici digitali e servizi in Merloni Elettrodomestici, operando per due anni negli Stati Uniti come CEO di una startup commerciale e di domotica. Dal 2002 al 2003 è Amministratore Delegato di un’azienda di servizi ICT, Web, Multimedia ed e-learning del Gruppo Softpeople.
Dal 2004 entra nella Shared Services Company del Gruppo Finmeccanica, dove ricopre le posizioni di Group CIO  e Senior Vice President Acquisti e ICT. Nel 2009 si trasferisce ad una delle società operative del Gruppo, dove gestisce le funzioni di Business Development e Marketing attraverso varie fasi di consolidamento, lavorando poi sul processo strategico che ha condotto all’attuale perimetro della Divisione.
E’ membro del Consiglio Direttivo di Confindustria Digitale e chair del settore Smart City della piattaforma italiana di Sicurezza SERIT.

L'ingegner Mosca, in una interessantissima relazione, ha introdotto il vasto argomento della sicurezza informatica o cybersecurity, settore dell'informatica che mira a sviluppare le misure di prevenzione e soprattutto di protezione dalle minacce provenienti da internet, ambiente virtuale di cui oggi tutti in un modo o in un altro facciamo parte.
L'approccio odierno della cybersecurity si focalizza sul "cosa e come" fare dopo il realizzarsi di un attacco informatico che ha minato la sicurezza informatica di uno stato o di una azienda.
Gli attacchi informatici ai server di organizzazioni statali o aziendali possono essere portati da singoli hacker o da organizzazioni criminali o terroristiche che hanno come finalità soprattutto la raccolta di informazioni strategiche di diversa natura.
Un ruolo interessante in queste organizzazioni criminali che lavorano nella "darknet" è svolto dai cosiddetti social engineers, persone che svolgono attivtà di hackeraggio che punta sulle debolezze delle persone per ottenere informazioni o acessi a servr attraverso avenzate attivirtà di phishing.
Rendere sicura la rete e di conseguenza le informazioni degli stati, delle aziende e da ultimo tutti noi, da persone o organizzazioni criminali o terroristiche è impresa ardua e complessa per la quale vengono messi in campo notevoli sforzi in termini di risorse umane ed economiche soprattutto a causa della continua evoluzione delle tecniche e dei software di hackeraggio.


sabato 18 febbraio 2017

Kamikaze, vento divino

Conviviale del 17 Febbraio 2017
Hotel Monterosa - Chiavari
RelatoreIng. Michele PRIOLO


Interessante e partecipata la conferenza di Michele Priolo che, l’altra sera al Monte Rosa, ci ha intrattenuti su un tema tornato di attualità per la confusione che troppo spesso si fa nell’attribuire l’appellativo di “kamikaze” a terroristi dei nostri tempi che nulla hanno a che spartire con quelli che, invece, vanno considerati come eroi giapponesi della 2° Guerra Mondiale.

Dopo la presentazione del Presidente Nicola Manes, con l’ausilio di rare immagini d’epoca proiettate sullo schermo e la collaborazione di Luciana Cavalca, eccezionale lettrice di alcune commoventi lettere di addio di quei giovani ventenni ai propri famigliari, Michele ha così illustrato la sua relazione:

“La seconda guerra mondiale volge al termine e i giapponesi sono ormai convinti che lo strapotere delle forze alleate nel Pacifico guidate dagli Stati Uniti porterà gli stessi a invadere e distruggere l’amata Patria.
Al fine di rallentare questo processo un gruppo di coraggiosi piloti votati al sacrificio viene arruolato nel corpo dei Kamikaze, fondato nelle Filippine il 24 ottobre 1944 dal generale Takijiro Onishi, richiamando alla memoria un evento del 1281 in cui i giapponesi erano stati salvati da un intervento del Dio invocato a difesa della Patria che stava per essere invasa da una forza immane di cinesi giunti via mare sotto le loro coste.
Questa breve memoria pone l’accento sui nobili principi che hanno guidato l’iniziativa, sui risultati più eclatanti di lotta, sui principi di selezione e di organizzazione dei gruppi di assalto e rivela gli stati d’animo e gli ultimi momenti di esaltazione di questi grandi piccoli eroi. Le lettere inviate alle famiglie e gli ultimi attimi di vita sono tra le pagine più commoventi di tutta la storia della seconda guerra mondiale.
Il richiamo ai kamikaze nelle vicende moderne di terrorismo dissacra la nobiltà e il valore di questo episodio di eroismo e di attaccamento alla patria”.

Dopo l’applaudita conclusione, il Relatore ha risposto puntualmente e con competenza ad alcune domande poste dagli attentissimi ascoltatori che si sono dichiarati soddisfatti delle spiegazioni.

Al termine e tra i nuovi applausi, il nostro Presidente si è unito alle felicitazioni dei soci e ha consegnato a Michele Priolo il gagliardetto del nostro Club che va ad aggiungersi a quello che già in passato abbiamo avuto il piacere di donare per una sua altra conferenza, altrettanto interessante.
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